Molti cercano modi per ridurre le spese di riscaldamento, ma sui social network circolano consigli strani per risparmiare energia. Non tutti sono sensati – alcuni sono persino pericolosi. Vi diciamo quali suggerimenti per il risparmio energetico è meglio evitare, specialmente in Italia, dove in inverno incombono sia bollette salate che problemi di umidità in casa.
Dalla sigillatura delle finestre all’impostazione del termostato: i consigli più comuni per risparmiare energia sono ormai ben noti. Altri suggerimenti, più “esotici”, compaiono meno frequentemente. Ma non tutto vale la pena di essere provato – i quattro punti seguenti è meglio non verificarli sulla propria pelle.
1. Le “stufe” di lumini come alternativa al termosifone
L’idea è questa: se non volete accendere il riscaldamento, potete accendere una “stufa” fatta in casa con dei lumini. In molte fonti, un piccolo vaso di terracotta sotto cui bruciano solitamente quattro o cinque candele viene promosso come alternativa invernale al riscaldamento.
Solo che non è così semplice, e per un tipico appartamento italiano è inoltre un rischio a causa delle dimensioni compatte, dei tessuti vicino all’ingresso e dell’abitudine di far asciugare le cose al caldo. Un singolo lumino ha una potenza termica di circa 30-50 watt. Con cinque lumini, si tratta di circa 200 watt.
Sembra abbastanza, ma rispetto al riscaldamento convenzionale è molto poco. Per le nuove costruzioni e le vecchie case isolate, i sistemi di riscaldamento richiedono solitamente circa 100 watt per metro quadrato di superficie abitabile. In parole povere: per una stanza di 15 mq servono circa 1.500 watt, cioè circa 7,5 “stufe a lumini” o 30 candele.
Inoltre, le candele bruciano per circa cinque ore, quindi per riscaldare regolarmente una stanza sarebbe necessaria un’enorme quantità di candele. Questo non è solo antiecologico, poiché i lumini sono realizzati con paraffina e stearina a base di prodotti petroliferi, ma anche pericoloso in caso di incendio.
Se mettete troppi lumini sotto il vaso e li lasciate bruciare troppo a lungo, la struttura può facilmente prendere fuoco, e negli edifici residenziali questo è particolarmente pericoloso per tutti i vicini.
2. Lasciare il riscaldamento sempre acceso: un mito da sfatare
Si dice che quando la temperatura della stanza scende e poi risale continuamente, si sprechi energia inutilmente. Quindi, dovrebbe avere senso lasciare il riscaldamento sempre acceso.
Sbagliato. È meglio abbassare la potenza quando il riscaldamento non è necessario. Di notte, la temperatura dovrebbe assolutamente essere ridotta, così come in caso di assenza prolungata da casa. In Italia, questo è solitamente facile da fare tramite le valvole termostatiche sui termosifoni o un termostato ambiente.
La regola pratica è questa: spegnere il riscaldamento per mezz’ora solitamente non porta quasi a nulla, ma se siete via per diverse ore, ridurre la temperatura solitamente conviene davvero.
3. Riscaldare solo una stanza: attenti alla condensa
Così facevano già i nostri nonni: si scaldava principalmente una stanza e nel resto della casa faceva freddo. Teoricamente, si può fare anche oggi.
Solo bisogna fare attenzione, specialmente nelle case e negli appartamenti italiani, dove in inverno c’è spesso umidità e l’acqua si condensa facilmente negli angoli freddi. Sì, non in ogni stanza deve fare i 25 gradi. La temperatura ottimale per il soggiorno è di circa 20 gradi e in camera da letto per un buon sonno bastano 17-18 gradi.
E qualche grado in meno solitamente non guasta. Ma se non si riscalda affatto, questo può avere conseguenze spiacevoli: la muffa. L’aria calda trattiene più umidità dell’aria fredda.
Pertanto, anche in inverno, la temperatura negli ambienti non dovrebbe scendere sotto i 16 gradi. Soprattutto il bagno dovrebbe rimanere riscaldato, poiché lì si genera molta umidità, e questo è spesso peggiorato in Italia dal fatto che molte persone asciugano i vestiti in bagno o direttamente in casa. Altrettanto importante per la prevenzione della muffa è una corretta ventilazione con un ricambio d’aria breve e intenso, in modo che l’aria venga sostituita e le pareti non si raffreddino inutilmente.
4. Stufette elettriche al posto del riscaldamento a gas: un errore costoso
Qualche anno fa, le stufette elettriche erano particolarmente popolari: in molti negozi di bricolage i piccoli riscaldatori elettrici andavano a ruba.
Tali apparecchi non sono una buona alternativa al riscaldamento, nemmeno dal punto di vista finanziario, cosa che in Italia si sente in modo particolarmente netto. Poiché gli apparecchi funzionano a elettricità, e questa è solitamente più costosa in termini di chilowattora rispetto al calore generato dal gas o dal teleriscaldamento.
Per dare un’idea: indicativamente, un kilowattora di elettricità per uso domestico in Italia, con le tariffe standard, si aggira spesso tra i 6 e i 7 euro a seconda del fornitore e delle condizioni. Il gas è solitamente notevolmente più economico in termini di chilowattora, e la cifra finale per la famiglia dipende dalla distribuzione, dai costi fissi e dal consumo.
Risparmio energetico: come riscaldare correttamente la casa
Come si vede, non tutti i “trucchi per il riscaldamento” fanno effettivamente risparmiare energia. Eppure, ha senso risparmiare energia, perché è importante e ne vale la pena sia ecologicamente che finanziariamente, specialmente se procedete senza eccessi: abbassate la temperatura di notte e quando siete assenti, non trasformate le stanze in “frigoriferi”, controllate l’umidità e ventilate correttamente.
E voi, quale metodo di riscaldamento trovate più efficace in casa vostra?








