Quei piccoli “spleen”: come le nostre strane abitudini ci salvano la vita (e il cervello)

Sei il tipo di persona che deve assolutamente girare il rotolo della carta igienica nel verso “giusto”? O forse allinei tutto in modo simmetrico sulla scrivania? Questi piccoli tic, o “spleen” come li chiama la psicologa, potrebbero essere molto più utili di quanto pensi. Scopri perché queste abitudini apparentemente strane sono in realtà dei salvavita per il nostro benessere mentale e come possono aiutarci a gestire lo stress quotidiano.

La scienza dietro le tue stranezze: perché gli “spleen” sono amici

Molti di noi hanno una piccola mania: girare il rotolo della carta igienica, allineare meticolosamente gli oggetti, o assicurarsi che il bottone del piumone sia sempre in basso. Potresti pensare che siano solo stranezze, ma la psicologa e giornalista scientifica Dr. Fanny Jimenez, autrice del libro “Io e il mio spleen. Cosa facciamo quando siamo soli”, ci rassicura: finché queste abitudini non ci causano disagio o problemi significativi, sono assolutamente normali e persino benefiche.

Le nostre “marotte” sono in realtà dei piccoli aiutanti. Scattano quando ne abbiamo più bisogno, spesso senza che ce ne accorgiamo. Il nostro cervello le ha sviluppate intelligentemente come automatismo per aiutarci a rilassarci nei momenti di tensione, rendendo il mondo un po’ più prevedibile e strutturato. In questo modo, riducono lo stress e l’ansia.

Il fascino dei numeri: quando il cervello ama contare

Hai presente chi evita il numero 13 o il 17 sulla tastiera del telecomando, o sceglie solo numeri divisibili per due? Secondo la Dr. Jimenez, questi sono “spleen” molto comuni legati ai numeri. Il nostro cervello è una macchina per risolvere problemi e adora i numeri. Molte persone, quando sono bloccate nel traffico, iniziano a sommare i numeri delle targhe, o in sala d’attesa contano le finestre o i propri passi.

Perché lo facciamo? Il nostro cervello trova la noia insopportabile e cerca stimoli. Calcolare, contare o dividere mentalmente crea un senso di simmetria, qualcosa che il cervello ama profondamente. La simmetria ci dà un’impressione di ordine e controllo, qualità che associamo a emozioni positive, giustizia e benessere.

Hai uno “spleen”? Parliamone!

“Molte delle nostre strane abitudini non le notiamo nemmeno noi,” ammette la Dr. Jimenez. “Sono le persone intorno a noi – partner, genitori, figli, amici – a notarle per prime.”

Il suo consiglio è di parlarne apertamente:

  • Analizza il sentimento: Cerca di capire perché una certa abitudine ti dà una sensazione particolare. Ad esempio, perché ti senti bene appendendo la biancheria in ordine cromatico?
  • Comprendi la logica altrui: Quando si tratta di come caricare la lavastoviglie, ad esempio, ognuno ha la propria logica per creare ordine. Anche se ci sono studi di fisici su come ottimizzarla, spesso non c’è un “giusto” o “sbagliato” assoluto nel modo in cui organizziamo le nostre piccole routine.

Il nostro collega Philipp Eger, ad esempio, ha la bizzarra abitudine di “collezionare” le tazze del caffè fino a fine settimana, una mania che a volte scatena i nervi in ufficio. Cosa c’entra questo con i “gnoccòni” o quelli che fanno schioccare le dita in scoppiettante? È tutta una questione di piccoli, confortanti rituali.

E tu, quale strana abitudine hai? Condividila con noi nei commenti qui sotto! Se l’articolo ti è piaciuto, ti invitiamo a lasciarci una valutazione a stelle.

Alessandra Ferrero
Alessandra Ferrero

Ciao! Sono Alessandra, una giornalista lifestyle ossessionata dall'efficienza. Credo fermamente che per vivere meglio non serva spendere di più, ma scegliere meglio. Nel mio blog raccolgo i migliori consigli di risparmio e organizzazione che ho testato personalmente, per aiutarti a gestire le piccole sfide quotidiane con un sorriso e il portafoglio pieno.

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